Visualizzazione post con etichetta imbianchini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta imbianchini. Mostra tutti i post

lunedì 22 aprile 2013

L'inverno all'improvviso (e repentini cambi termici)



Si continua a lavorare per Brenda facendo un po' di tutto, ma sempre con grande soddisfazione. Si progetta e si pensa al futuro anche se le idee sono ancora poco chiare e i fondi troppo pochi. Ma comunque si pensa al futuro, il che è fantastico, soprattutto se penso che sei mesi fa ero in totale paralisi dovuta allo sconforto di mandare cv senza ricevere alcuna risposta... e senza nemmeno l'illusione di poterne ricevere una!
Ora ho il tempo libero, ben distinto dal tempo in cui lavoro e così diverso dal tempo forzosamente inoccupato che ha caratterizzato fin troppe giornate, settimane, mesi... 

Prepotentemente, arrogantemente, ma soprattutto, improvvisamente l'inverno ha fatto capolino a Melbourne. Più che di capolino sarebbe meglio parlare di una vera e propria testata o di un paio di schiaffi in faccia ben assestati dato che la mattina il venticello ti accarezza coi suoi appena sei gradi centigradi senza curarsi del fatto che la sera prima ti aveva lasciato andare a dormire con una dignitosissima temperatura di ventiquattro ventisei gradi. Le mezze stagioni, queste sconosciute, ricordo lontano d'altri tempi e d'altri luoghi. Eppure anche la più fredda mattina, se accuratamente assolata riserva delle sorprese. Codesto sabato si presentò alla nostra finestra con frigido clima ma d'assolato aspetto con nuvolette di passaggio, inducendoci a desiderare ardentemente l'appratamento in uno dei tanti parchi melbourniani con correlato picnic. Messo il naso fuori, ci eravamo convinti che la combinazione maglietta + pile + giacchetto sarebbe stata sufficiente per tenerci al caldo. Usciti di casa e giunti all'agognato parchetto, scelto un posto, finalmente il sole si affaccia da dietro un cumulonembo. In una manciata di secondi la temperatura passa da 10 a dumila gradi, costringendoci a repentino spogliarello. Togli il giacchetto, togli il pile, tira fuori il pane dallo zaino; tempo di prendere anche i peperoni ripassati in padella ed ecco che il sole inizia a bruciare sulla pelle, sprovvisti come siamo dell'indispensabilissimo stratino di ozono. Ecco che tiro fuori anche il formaggio e passa un'infingarda nuvoletta. Si gela. Di botto. Rimettiti il pile, tira fuori le melanzane, la nuvoletta passa permettendo al sole di fustigarci impietosamente. Subitanea evaporazione. Togli di corsa il pile, prendi l'arrosto di tacchino e inizia l'assemblaggio del paniname.

Altra nuvoletta...

C'è un fatto positivo riguardo il sole non filtrato/semicancerogeno/radioattivo: quando passa, la pelle se lo ricorda bene per cui, dopo un'esposizione di una quindicina di minuti, l'epidermide continua ad autogenerare calore per un tempo pari o superiore a quello d'esposizione. Questo fatto è di non trascurabile importanza in un paese dai così violenti e repentini cambi di temperatura ed è forse questo il motivo per cui la maggioranza degli australiani va a spasso in maglietta anche con sei gradi, purché vi sia una buona probabilità di incontrare un po' di sole in giornata! 


lunedì 8 aprile 2013

Settimana bianca (e marroncina)



Divano, televisione, tisana rilassante, portatile. No, così non funziona. Non riesco a concentrarmi abbastanza per scrivere! Questa volta mi sono ridotto all’ultimo momento per scrivere il post e la stanchezza complica le cose...
Ok, lasciamo perdere la TV e mettiamo un po’ di musica...
Ah, molto meglio!

Ricordate quello che era successo la volta scorsa? Stavamo lavorando per una signora tra steccati da pitturare e giardini da sistemare. Beh, abbiamo colpito nel segno! La signora in questione, Brenda, è stata così soddisfatta del nostro lavoro che ha deciso di chiamarci molte altre volte! Avendo due proprietà e dovendole gestire da sola, negli anni si sono accumulati tantissimi lavoretti più o meno impegnativi e ora ha trovato le persone giuste al prezzo giusto.

Mentre Amélie si arrampica sulla scala per stuccare crepe e ridipingere parti del soffitto io mi do alla scartavetratura feroce di una porta; intanto Amélie passa a sistemare altre cose e io ancora che scartavetro con passione l’antico legno; Ame passa a scartavetrare le scale in legno e io, finalmente, ho finito di scartavetrare e sto spennellando l’impregnate su codesto uscio, affatto piccino: quattro ante, in principio ricoperte dell’efficacissimo quanto difficilissimo da levare olio bollito di semi di lino. Dopo trent’anni siffatto olietto è praticamente gomma e la carta vetrata si intasa che è un piacere! Tanta pazienza e commisurate ore hanno rimosso (con parecchio olio di gomito, olio minerale della smerigliatrice e dovuta corrente elettrica) definitivamente lo strato gommoso.

Amélie bianca per le scartavetrature d’intonaco, io marroncino per la polvere di legno, ci cucchiamo le decine di complimenti che Brenda ci fa di continuo! Non contenta di complimentarsi di persona, domenica ho addirittura ricevuto un suo messaggio in cui si complimentava per il lavoro di Ame, e proprio adesso ne ho ricevuto un altro in cui si complimenta del mio!

È bellissimo lavorare per qualcuno che apprezza lo sforzo, l’impegno, il senso estetico e la precisione. Onesta, puntuale ci paga alla fine di ogni giorno e la sera ci organizziamo per la giornata successiva. Sta parlando di noi con le amiche e proprio oggi una sua vicina è venuta a trovarla per parlare con noi! Altro lavoro!
Non contenta, ci offre sempre il pranzo e oggi ci voleva offrire anche un soft drink; di fronte al nostro rifiuto per mancanza di tempo (dovevamo ancora cucinare la cena ed eravamo entrambi stanchi morti), non è riuscita a trattenersi dal comprarci dei cioccolatini (pallette di cioccolata con la noce di macadamia in centro... una vera delizia!) in un negozietto vicino casa sua.

Brenda è la parte amichevole dell’Australia: ama la cultura, ama il bello, ama l’Italia, ha viaggiato tantissimo e questo traspare dagli argomenti di conversazione, che sono incredibilmente vari e colti. È un piacere chiacchierare con lei mentre si lavora, e si vede benissimo che il piacere è corrisposto.

Guadagnare qualche soldino ci aiuta a distenderci un po’, così sabato ci siamo regalati un’intera giornata nel giardino botanico di Melbourne, il Royal Botanic Garden, istituito a metà del 17° secolo, grande quanto metà del CBD (Central Business District, il cuore pulsante della città). Alberi plurisecolari, piante provenienti da ogni parte del mondo, la sfida dei botanici di ricreare ambienti incredibilmente dissimili da quelli locali... sfida decisamente vinta, dato che sono riusciti a far prosperare dalle piante desertiche a quelle delle foreste pluviali! Sufficientemente lontano dalle strade, si respira un’aria diversa, fresca dei profumi della natura, e si riesce ad assaporare un po’ di pace e tranquillità.
Poi di nuovo nella città, per festeggiare i nostri primi guadagni insieme! Come sempre, il cinese è la risposta giusta, solo che stavolta abbiamo preso qualcosa di non meglio definibile che ci ha letteralmente ribaltato: la sera ci guardavamo entrambi con faccia da sgombro a causa della complessa digestione!
Paese che vai, cinese che trovi... bleah.