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lunedì 11 marzo 2013

Calma, Pazienza e Quadrifogli



Ora ogni archeologo del Victoria ha il mio curriculum nella casella di posta elettronica. Inizio a ricevere le prime risposte, negative. Oso chiedere a una delle persone che ha risposto: "ma secondo lei, ho qualche possibilità?"... La risposta è poco esaustiva ma dà speranza: nel Victoria le possibilità rasentano lo zero, ma negli stati a forte espansione mineraria potrei avere qualche possibilità. E così sia. il mio CV sarà letteralmente in tutta l'Australia. Ma mentre il Victoria fornisce un'ordinata lista di aziende del settore, gli altri stati non vantano questa risorsa...
Così ora le mie prede me le devo cercare una ad una e, una volta stanate, colpire senza pietà con tutta la forza del mio noiosissimo curriculum! Forse qualcuna risponderà affermativamente, forse no. In ogni caso potrò dire che ho combattuto fino all'ultimo. Per ora ho raggiunto solo una decina di aziende fuori dal Victoria, ma certo nell'ombra se ne nascondono altre, e le troverò.

Intanto la vita continua e non sarebbe onesto nei confronti della mia salute psicofisica se mi dedicassi solo ed esclusivamente alla noiosa, estenuante e poco fruttuosa ricerca di lavoro! Il weekend infatti mi fermo e mi godo la vita da turista. Oggi, domenica, Melbourne inizia le celebrazioni di S.Patrizio, noto patrono d'Irlanda, ottimo pretesto per vestirsi con qualcosa di verde, fermarsi a danzare sul ritmo di qualche musica medievaleggiante, sgattaiolare tra le bancarelle a tema... In realtà, non so per quale strambo motivo, festeggiano con una settimana d'anticipo. E, fatto ancora più strano, proprio in corrispondenza con il Moomba, festival di musica, giostre, parate e spettacoli.

Arrivati sul luogo del festival irlandese ci accorgiamo che la stragrande maggioranza delle persone ha preferito l'altra attrazione. È evidente che la comunità irlandese qui non è la più numerosa... Ma di certo il sole a picco non aiuta. Infatti l'arrivo di una grossa nuvola aiuta i pallidi irlandesi a uscire al scoperto senza diventare in pochi istanti deliziose salsicce rosolate al barbecue. Un po' di musica tradizionale, ma non so per quale motivo a ballare c'erano solo bambini tra i quattro e i sei anni... Poi arriva il turno delle scuole di ballo che deliziano il pubblico, ora decisamente più numeroso, con le danze tipiche in costume tradizionale! Sono divertenti, allegre e per niente facili! Seguendo con attenzione si vede come le ballerine seguano dei percorsi predefiniti che vanno a disegnare sul palco i tipici motivi celtici a spirali, rendendo questa danza zompettante una sinergia di armonia e precisione!

Finito lo spettacolo decidiamo di vedere che aria tira al Moomba. La gente è tantissima, ed è tantissimo anche il caldo, visto che la graziosa nuvola ha visto bene di darsela a gambe. Scopro con rammarico di essermi perso la Birdman Competition, gara in cui la gente si sfida, indossando i costumi più assurdi, a chi rimane in aria più tempo, prima di cadere più o meno comicamente nel fiume. In compenso ci sono ancora le gare di BMX, ed è sempre bello fermarsi a vedere i ragazzi che sfidano la forza di gravità.

Il giorno dopo è il Labour Day, la loro festa del lavoro! Un bel barbecue in famiglia e la serata in spiaggia permettono alla giornata di scorrere piacevolmente, ma la testa già pensa alle prossime mosse, alla tattica da adottare per rendere produttiva la settimana. 

Settimana che dovrà portare il cambiamento, in un modo o nell'altro.

lunedì 4 marzo 2013

Nuvole marsupiali



Attimi di pace a Melbourne. Un musicista su Swanston Street suona il violoncello mentre alla sua destra un gruppetto di breakdancers smania per avere il suo posto e alla sua sinistra quattro barboni stanno provando a non sembrare totalmente ubriachi con scarsissimo successo. Molti passano incuranti del talento, indifferenti ai meravigliosi brani di musica classica che questo solitario e introverso artista regala al marciapiede, e con lui ai suoi fugaci abitanti. Amélie e io ci fermiamo ad ascoltare, assieme a una dozzina di persone di tutte le etnie e nazionalità. Ogni tanto mentre suona alza la testa e ci guarda per un istante, sollevando un angolo della bocca in un lieve rapidissimo sorriso di soddisfazione di chi è consapevole di regalare tanto con delle note e uno strumento.
È piacevole e dà pace, e permette di dimenticare la realtà che lo circonda se si riesce ad ascoltarlo con la dovuta attenzione. Melbourne, città racchiusa nei suoi artisti di strada, dà speranza, speranza di essere visti, notati dalla persona giusta, per quello che si è, non per quello che si scrive in un curriculum. Ma non è il paradiso. Nasconde trappole, insidie, e tra queste la più grande è passare inosservati, rinchiusi in una cucina, o a servire caffè... solo perché non si ha avuto il coraggio di volare alto. Ci vuole coraggio per mettersi in gioco, ostinazione per vincere, pazienza per raccogliere i frutti di settimane di semina.
E ho seminato parecchio in questa settimana, su un’area vasta com’è il Victoria, alla ricerca di un contatto con le cooperative archeologiche di questo Stato. Se la risposta sarà negativa, avanti il prossimo! Il prossimo Stato, intendo. Prima il New South Wales, dove ancora ho un appoggio, poi gli altri, dal più vicino al più lontano. Il mio curriculum sarà sulla scrivania di tutte le cooperative archeologiche dell’Australia, se necessario! Non voglio passare inosservato, devo sfruttare tutte le mie energie e la mia creatività per accaparrarmi un lavoro nel mio ambito di studi. Per questo questa settimana mi sono rifiutato di cercare lavoro in altri settori. In compenso mi hanno risposto dalla Flight Centre, la più grande agenzia viaggi australiana. Hanno respinto la mia richiesta a causa del tipo di visto che ho: come dicevano anche da altre parti, le persone col Working Holiday visa non sono prese seriamente in considerazione. L’accento, nella mente di chi riceve i curriculum, cade più sulla vacanza che sul lavoro. Sono disposti a dare il tempo indeterminato o a vincolarti con contratti annuali, motivo per cui il limite del mio visto, massimo sei mesi per azienda, proprio non gli va giù.
E ora si aspetta di raccogliere i frutti. Nel mentre posso ricominciare a cercare lavoro per ambiti diversi dal mio, lavori che non mi potranno mai dare la sponsorship ma che almeno mi permetteranno di guadagnare qualche soldo e, chissà, forse anche di crearmi nuove professionalità. Cuoco? Cementista? Cartongessista? Ce n’è per tutti i gusti, ma nessuno mi permetterà di rimanere in Australia per più di un anno.
Intanto Amélie migliora il suo inglese: parla di più, capisce di più, anche se non se ne accorge. Era lo stesso per me, all’inizio: il miglioramento era così lento che non potevo percepirlo. Poi tutto d’un tratto mi sono ritrovato a capire la maggior parte delle persone, anche al telefono. Bisogna solo lasciarsi il tempo di imparare, e si fa tutto.
Teoricamente saremmo entrati dell’autunno... già, dal primo marzo. In pratica ha fatto due giorni di freddo (15-20 °C), con tanto di super acquazzone, per poi tornare a 30-32 °C.
Il mio corpo chiede pietà. Non riesco ad abituarmi a ‘sto tempaccio. Un giorno muori di freddo, l’altro evapori. Il sole scotta anche da sopra i vestiti... del resto siamo in Australia, dove ogni cosa o è marsupiale, o è letale, o entrambi!